Il Sant' Isidoro perde in casa con i ragazzi del Pro Gela. Il fortino domestico ha ceduto alle grazie dell' arbitressa, che ha evidentemente mandato in tilt la concentrazione dei giocatori di Mineo. La tribù isidoriana, dispersa tra le valli di Rammacca, ha sempre riconosciuto il capello biondo come prerogativa esclusiva del Presidente Scardina.
Sabato, quando si è presentata invece un' antropologa bionda e occidentale, vestita di nero e con un fischietto a ultrasuoni per richiamare gli animali, gli isidoriani non hanno creduto ai propri occhi e alle proprie orecchie.
Forse speranzosi di un esotico bunga bunga i ragazzi di Mineo hanno iniziato a correre a destra e a manca, impossessati dal demone ormonale (nella foto il telecronista del match analizza gli schemi della squadra di Mineo). Ma la scienza è scienza e non si ferma a cincischiare. Così tra una corsa e l'altra gli isidoriani hanno dimenticato che scopo dell' incontro rituale con la tribù gelese era mettere la pelota in rete. Cosa che di certo non dimenticarono i gelesi, noti per le loro tecniche mnemoniche, con ficcanti contropiedi verso l' incolpevole portiere isidoriano. L'arbitressa bionda, raccolti in un taccuino i suoi dati da sottoporre al British Museum, se ne andò quatta quatta alla fine del match lasciando i cacciatori isidoriani con un pugno di mosche in mano e i gelesi con un pugno di punti...Il biondo Presidente Scardina per abituare i giocatori alle fattezze femminili occidentali, ha deciso per qualche tempo di vestirsi da donna. Tuttavia ci si chiede perchè Scardina si incaponisca in questo sacrificio anche nelle ore notturne.
Felice Mastronzo

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